Il piano terra è composto da tre ambienti:
La prima, seconda e terza sala è destinata ad ospitare l'ampliamento della sezione archeologica del Museo.
Nella seconda è presente, già dal 2008, una sezione archeologica multimediale. L' innovativo allestimento è composto da una esposizione di lucerne e bruciaprofumi protetti da un tulle teatrale, sul quale avviene la proiezione di un suggestivo filmato multimediale dedicato al territorio di Paulilàtino e ai suoi insediamenti archeologici di maggiore rilievo.
Dal piano terra si giunge al piano superiore attraverso un’ampia e sfarzosa scala in basalto. Essa presenta un interessante capo scala, sempre in basalto, costituito da una colonna ottagonale sormontata da una sfera. La scala è caratterizzata dalla presenza di grandi archi, una colonna ed un capitello, tutti finemente lavorati. Nel primo piano sono presenti vasti ambienti, le volte sono in gran parte a botte, ma anche in legno a vista.
Raggiunto il livello superiore, nel pianerottolo, si nota la fotografia del proprietario del palazzo. L'edificio, infatti, apparteneva alla famiglia del Cavaliere Giovanni Antonio Atzori, classe 1823, notaio del paese, scomparso il 9 marzo del 1900 all’età di 77 anni. La giovane moglie morì durante il parto. L'unica figlia scomparse dopo soli otto mesi di vita. Rimasto vedovo, senza figli, fu quindi l'ultimo discendente di una importante e ricca famiglia locale, proprietaria di terre e bestiame.
Un patrimonio notevole, quello del notaio, che dette origine ad una causa giudiziaria che ebbe termine solo negli anni '50. Questa dovette accertare i legittimi eredi ed escludere quanti, pur non avendone titolo, si improvvisarono tali.